venerdì, 23 maggio 2008

Come promette la didascalia del blog, questo è un blog che mescola politica, cultura e cucina.
E Alemanno mi da uno spunto per legare insieme le tre cose in un solo post.

E' notizia di qualche giorno fa che il neosindaco di Roma intende cancellare i piatti 'etnici' dai menu delle scuole della capitale. Al loro posto metterà piatti della tradizione regionale.

Anche se la notizia appare secondaria e fa quasi ridere, manifesta una involuzione culturale non di poco conto, che va infatti a braccetto con altre azioni politiche inumane e in spregio della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e della nostra costituzione (per il loro sessantesimo compleanno hanno pensato bene di far loro la festa).

Restando al tema di oggi, la presenza di cibo delle comunità immigrate nelle nostre scuole tiene conto del fatto che:
- figlie e figli di immigrati sono ormai numerosi nelle nostre scuole, in alcune sono perfino maggioranza;
- la cucina 'etnica' è ormai presente sulle nostre tavole e nelle nostre città (io adoro la cucina regionale, specie quella centro italiana, ma mi piace fare incursioni in quella di tutte le nazioni... chissà perchè si deve mettere cucine le une contro le altre?);
- la cucina mediterranea, tanto decantata perchè povera di grassi animali e ricca di verdura, ha una storia millenaria fatta di contaminazioni tra i diversi popoli del mediterraneo, come la nostra cultura in generale. Mettere un confine tra la nostra cucina e quella 'altrui' è un atto ridicolo, perchè i piatti come le lingue si mescolano da sempre incuranti dei confini.
In questa situazione abbinare piatti della tradizione locale con quella dei popoli ospitati è un elemento di raccordo importante tra casa e scuola sia per gli italiani sia per i figli di stranieri e un invito alla integrazione da tutti tanto decantata e da nessuno attuata, anzi dalle nuove giunte rifuggita.

Per rispondere ad Alemanno & camerati eccovi una ricetta 'resistente':

COUS COUS TRICOLORE
I tre colori non sono quelli della nostra bandiera, ma il nero il rosso e il giallo degli elementi base del piatto.
Vi dico subito che la foto qui sotto non corrisponde, perchè rappresenta un cous cous di verdure.

cous_cousIngredienti (x 4 persone)
250 g cous cous
4 uova
1 confezione di olive nere al forno
due peperoni rossi

Come cous cous vi consiglio quello integrale equo e solidale dalla palestina, se riuscite a procurarvelo: è molto buono e fate anche una ulteriore azione 'resistente', :-)
In ogni caso in tutti i supermercati trovate del buon cous cous precotto, più fine e più raffinato di quello integrale della palestina.

Come prima cosa pulite, lavate e tagliate a filetti i peperoni rossi, quindi fateli cuocere alla griglia a fuoco medio fino a che si è ammobidito e un po' abbrustolito. Quindi conditelo con dell'olio per mantenerlo morbido.

A parte bollite del brodo vegetale e fate scaldare dell'olio con aglio e peperoncino.
Mettete il cous cous in una insalatiera e versatevi sopra un po' di brodo (circa 2-3 bicchieri) e l'olio caldo, quindi lasciatelo idratare e riposare sgranandolo di tanto in tanto con una forchetta affinchè non s'impacchi. Alla fine il cous cous deve essere morbido ma non scotto. Il cous cous integrale richiede più tempo e più brodo, perchè ha una grana più dura e più grossa.

Private le olive nere del nocciolo: niente di complesso, semplicemente togliete la polpa dal nocciolo con le mani, separandola pure in pezzi.

Con le uova preparate una frittata bassa. Fate a pezzettini quadrati, di lato circa 1 cm, sia il peperone ai ferri sia la frittata e mescolate il tutto con il cous cous e le olive. Regolate di sale e, se necessario, aggiungete dell'altro olio.

Si può servire a piacere sia tiepido sia freddo: se lo conservate in frigo, toglietelo almeno una mezz'ora prima affinchè non sia troppo freddo.

Buon appetito, :-)

postato da: donniedarko70 alle ore 17:47 | Permalink | commenti (5)
categoria:cucina, piatti unici, cucina etnica, politiche, cucina resistente
giovedì, 22 maggio 2008

Ci ho pensato un po', mentre fioccano proposte di legge e politiche davvero preoccupanti, e quasi in assenza di voci discordi, se non fosse troppo sdrammatizzante usare il graffio dell'ironia... alla fine ho deciso di sì: sennò chi mi (ci?) tira su?

E poi l'ironia da sempre smaschera l'ipocrisia. L'ipocrisia di un governo che, dopo aver fatto condoni edilizi e condoni fiscali e aver depenalizzato reati contro l'ambiente e il falso in bilancio, si appresta a varare il reato di immigrazione clandestina e a usare il pugno di ferro con rom, sinti (che spesso stranieri non sono) e con immigrati sia extra sia intra-comunitari (la Romania è nell'Unione Europea)...

Insomma, dietro la retorica della sicurezza e del rispetto delle regole, si nasconde invece la classica doppia mano all'italiana: tenera con le colpe (anche gravi) di chi conta e dura con le colpe (anche lievi) di chi non conta nulla e nessuno più difende: zingari, stranieri, gay... proprio come dice la poesia di Brecht. Quanto ai comunisti, ci hanno pensato le elezioni a toglierli dai piedi.

Per i gay e gli altri diversi, le maniere forti sono lasciate ai ragazzotti con la testa rasata figli delle tanto decantate buone famiglie tradizionali...
Il governo attua contemporaneamente la politica furba di banalizzare le loro battaglie di civiltà a favore dei più ovvio dei diritti umani: l'uguaglianza!
Ci istruisce la ministra Mara Carfagna: i gay non sono più discriminati nel nostro Paese, le loro manifestazioni sono offensive della decenza pubblica e hanno il solo scopo di ottenere il rionoscimento delle loro coppie. Ma allora, se già non ce l'hanno, forse sono ancora discriminati, no?

E che a fare questa banalizzazione sia una donna, cioè chi ancora è vittima di discriminazione da parte della cultura maschilista, da doppia tristezza. Ma cosa aspettarsi da un governo in cui le donne sono poche (9 su 60) e quasi tutte omologate a una cultura da bar sport che le vuole veline, 'sdraiate'  o 'mogli di uomini d'affari'?

carfagna-sedere

La ministra Mara Carfagna mentre mostra a lesbiche, gay e trans come si fa una manifestazione sobria

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categoria:politiche, piove, governo
giovedì, 22 maggio 2008
PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI...

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perchè rubacchiavano

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perchè mi stavano antipatici

Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi

Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perchè non ero comunista

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
 
 
(B. Brecht)
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categoria:poesia, letteratura, diritti umani
venerdì, 09 maggio 2008

ARCIGAY: «RICOMINCIAMO DALLA POESIA»

Presentato a Milano il primo concorso nazionale di poesia e narrativa "Versi inVersi", che comprende la tematica LGBT

a fianco di opere a tema libero.

Conferenza stampa milano

 

Si è tenuta oggi a Milano, nella sede di AGEDO e Arcilesbica, la conferenza stampa di lancio del primo concorso nazionale di poesia e narrativa "Versi inVersi", patrocinato dal Consiglio Regionale della Lombardia, dall'Assessorato e dalla Commissione alle Pari Opportunità del Comune di Brescia e promosso dal Comitato Provinciale Arcigay "Orlando" di Brescia.

«Il concorso "Versi inVersi" rappresenta una novità nel panorama dei premi letterari del nostro Paese, essendo il primo concorso che include esplicitamente la tematica lesbica, gay, bisessuale e transessuale (LGBT), a fianco di opere a tema libero. Evidenziamo che si editano ancora troppi pochi libri di autrici e autori italiani che trattano di persone omosessuali e trans» sottolinea Sergio Mazzoleni di Orlando.

«Abbiamo voluto comunque un concorso letterario che non fosse esclusivo, perché riteniamo che la letteratura debba essere un luogo aperto di espressione e confronto tra esperienze e culture differenti e attraverso generi diversi».

Il bando completo, visibile sul sito www.inversi.org, prevede quale premio principale la pubblicazione in un volume edito da "Il Dito e La Luna" di Milano (www.ilditoelaluna.com).

La partecipazione al concorso è suddivisa in quattro sezioni: poesia a tema libero, poesia a tematica LGBT, racconto a tema libero, racconto a tematica LGBT.

Andrea Zucchini di Orlando aggiunge che «i luoghi comuni, viziati dalla scarsa conoscenza, marcano della persona omosessuale la sola "sessualita", tralasciando gli altri aspetti della persona quali l'emotività, l'espressione del proprio vivere emozioni e di amare. Attraverso il concorso letterario emergeranno anche questi ultimi, in un ottica di confronto tra la tematica libera e quella LGBT».

Per Francesca Polo, editrice de Il Dito e La Luna, "è l'occasione per riaffermare l'importanza della comunità omosessuale nell'ambito della produzione culturale". Per Delia Vaccarello, scrittrice,  presidente della giuria, "il premio è un'occasione per favorire l'espressione artistica avvilita nel nostro paese che è cibo di cui non si può fare a meno oggi più che mai anche per frenare le derive violente".

"Con questo concorso letterario, Arcigay vuole rilanciare un crescente impegno nel campo culturale" afferma con convinzione Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'associazione. Anche AGEDO ritiene importante il lavoro culturale, che "ci vedrà protagonisti nel prossimo futuro", secondo Rita De Santis, presidente nazionale e ospite della conferenza stampa.

postato da: donniedarko70 alle ore 17:54 | Permalink | commenti (4)
categoria:cultura, letteratura, arcigay
giovedì, 24 aprile 2008

Dato che il restyling post-elettorale del blog prevede, oltre alla politica, la cultura e la cucina, cominciamo dalla cucina...

Vi anticipo il menu di

SABATO 26 APRILE
ore 20,30
presso la mia casa nel cuore di Brescia

Fantasia di crostiniRavioli
Pizzette*
Trittico di briochine salate

Torta salata funghi e ricotta
Torta salata spinaci e formaggio

Risotto taleggio e pere
Risotto radicchio e vino rosso

Torta ricotta pere e cioccolato
Biscotti al vin santo

 

Da bere: Rosso di Montalcino, Rosso Domain du Sahari, Bianco Gewuestztraminer, Cherry Pedro Ximenez 12 anni, Succo di frutta, acqua della fonte di Mompiano, :-)

* le pizzette sono l'unico alimento non preparato da me

postato da: donniedarko70 alle ore 14:49 | Permalink | commenti (14)
categoria:cucina, menu
giovedì, 17 aprile 2008

grazie!

ai 36 cittadini e cittadine di Brescia che hanno votato la sinistra arcobaleno per il consiglio comunale di Brescia, esprimendo la preferenza per me

alle persone che avrebbero voluto votarmi ma, non potendo, hanno consigliato in tal senso amiche, amici e parenti

grazie a voi, sono stato il secondo più votato della lista per la circoscrizione centro e mi sono collocato bene nella lista per il consiglio comunale, arrivando poco dietro i 'big'

anche grazie a voi, la sinistra arcobaleno ha almeno una voce in consiglio comuale, Donatella Albini

dato che, pur non essendo pochi, siete un numero 'guardabile in faccia', :-) posso evitare di imbrattare i muri di Brescia con enormi manifesti, :-), e invitarvi tutti e tutte a casa mia per ringraziarvi di persona.

sabato 26 aprile
ore 20,30

saprò coccolarvi come si meritano di questi tempi gli elettori di sinistra, :-)

è gradito, anche se non obbligatorio, un preannuncio della vostra presenza, giusto per sapere per quante persone preparare beveraggi e stuzzichini...

se non sapete dove abito chiedetelo a chi mi conosce oppure scrivetemi un messaggio privato su questo blog, lasciandomi un indirizzo e-mail (se siete registrati su splinder l'indirizzo mail non serve).

a presto,

Sergio

 

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categoria:invito
mercoledì, 16 aprile 2008

Basta disperarsi...
L'ho fatto per due giorni. Ho assistito con orrore al ritorno sorridente e arrogante dell'uomo politico più impresentabile del mondo. "Tragedia atto III" e "L'Italia vuole i buffoni" sono due dei moltissimi titoli sullo stesso tono dei principali quotidiani europei e internazionali (tutt'altro che comunisti).
Mi sono trovato in mezzo all'arrembaggio della tifoseria da stadio degli accoliti di Paroli (nuovo sindaco di Brescia). Nella tifoseria da stadio non ci sarebbe in se' niente di male, almeno nel giorno della vittoria, mentre mi preoccupano molto i cori per l'epurazione della città dagli stranieri e dai comunisti, quasi fossimo nel medioevo, quando la fazione vincitrice confinava (nella migliore delle ipotesi) i propri avversari.

Come alcuni amici sono stato tentato dall'idea di emigrare. Una volta avevamo paura di morire democristiani, ora rischiamo di morire berlusconiani... Ciliegina sulla torta, il massimo che possiamo sognare è di tornare ad essere democristiani. Questo è troppo!! Se devo accettare un'Italia attuale che non mi piace, che almeno ci sia in campo una seria e credibile alternativa (alternativa sul fronte culturale prima che su quello elettorale) che possa candidarsi domani a costruire una nuova Italia e cominci a farlo fin d'ora a livello sociale. Questa alternativa oggi non c'è e, per quanto mi riguarda, non può esservi senza il contributo determinante di una sinistra forte e partecipata, ricca della pluralità delle proprie identità ma in grado di esprimere un orizzonte comune.

Alla fine, non posso darmi per vinto, non ancora... Certo, la bastonata per la sinistra è stata forte e tragica, ma personalmente ho passato di peggio. Anzi, dopo due giorni, la voglia e la responsabilità di fare la mia parte è cresciuta e non diminuita da quando, sei mesi fa, ho deciso di contribuire alla nascita di una nuova sinistra.

Nell'enorme male di questa sconfitta, lo stato delle cose presenti permette anche una libertà che sei mesi fa era impensabile. E' possibile ripartire veramente da zero per creare un nuovo soggetto politico della sinistra: nuovo nell'organizzazione, nuovo nei volti dei leader, nuovo soprattutto nell'analisi sociale e nella modalità di comunicare con il popolo della sinistra e coi cittadini e le cittadine. Un soggetto innanzitutto che torna a fare cultura, perchè è su questo terreno che matura da anni la sconfitta ed è da qui che bisogna ripartire per una rinascita civile e sociale del Paese (e non solo della sinistra).
Nessuno, a sinistra o nel centrosinistra, può pensare di essere innume da questo dovere, da questa impellente necessità.

Basta seguire la destra sul suo terreno! Se c'è una cosa da salvare della "vecchia sinistra" sono i valori: l'uguaglianza e la solidarietà, da coniugare strettamente con quelli della "nuova sinistra", il rispetto e la valorizzazione delle differenze, la laicità. Questi valori sono eterni, se vogliamo un mondo degno di essere abitato da tutte e da tutti e una vita degna di essere vissuta.
Una vita piena e ricca, fatta di dignità e di passioni. Insomma, vogliamo il pane ma anche le rose.

Tutto questo si può fare solo se ci sono le donne e gli uomini della sinistra, le nostre gambe e le nostre mani, i nostri cervelli e i nostri cuori. Nei giorni prima del voto avevo notato preoccupato che alle iniziative di campagna elettorale e nei volantinaggi eravamo in pochi, anche se non avrei mai pensato che sarebbe andata così male. I maledetti sondaggi hanno fatto il resto, illudendoci di avere un consenso molto più vasto. Quel consenso forse in qualche modo c'era, ma solo potenziale, non è stato convinto ad esprimersi, non è stato spinto dall'entusiasmo. La coincidenza tra voto nazionale e voto locale ha peggiorato ulterioremente le cose.
Siamo il 3-4%? Ebbene partiamo da qui. Cerchiamo la relazione con chi ha dato un contributo anche modesto, capiamo se c'è la disponibilità a fare qualcosa di più (e sono certo che sia così), chiediamo a quali condizioni lo farebbe, capiremo qualcosa della futura forza che ancora non sappiamo, ci aiuterà a darle forma perchè sia partecipata, animata, credibile.

Io sono pronto a fare la mia parte, fosse anche gravosa, ne ho voglia o - forse sarebbe meglio dire - non riuscirei a stare a guardare. L'alternativa a rimboccarsi le maniche sarebbe, per quanto mi riguarda, una sola: emigrare. Ma non è ancora ora...

Sergio

 

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categoria:commenti
lunedì, 14 aprile 2008

Oggi, nel vedere i primi exit-poll sono stato preso dallo sconforto, :-(
Non ci potevo credere: la vittoria della destra era quasi certa, almeno alla Camera, mentre un tale ridimensionamento della Sinistra Arcobaleno non me l'aspettavo.. speriamo nei dati definitivi.

Per non farsi prendere dallo sconforto, un po' di sana autoironia fa sempre bene, se non altro perchè ci distingue da sempre dal Berluska. E poi, guardate voi se questo finto manifesto non è geniale? :-)

autoironia

Chi, meglio di un gay di sinistra, può apprezzare la sottile ironia del soppiosenso "di classe"?
A proposito di gay e di autoironia, aggiungo anche una battuta politically incorrect inviatami da un amico:

Dietro ad ogni grande uomo c'è una grande donna.
Dietro ad ogni grande donna ci sono cinque assistenti finocchi.

postato da: donniedarko70 alle ore 18:08 | Permalink | commenti (10)
categoria:ironia
venerdì, 11 aprile 2008

sinistra_arcobaleno_2Eccomi all'ultimo appello per il voto alle elezioni amministrative di Brescia.

Votate il centrosinistra per una città viva e solidale, aperta a tutte le espressioni culturali, che è sicura in quanto vissuta dalle donne e dagli uomini e amministrata con giustizia.
Una città chiusa, ingiustamente spaventata e blindata, sarebbe una città peggiore per tutti, che mostra un volto arcigno anche ai bresciani, soprattutto se non sono maschi, eterosessuali, italiani e cattolici.

Votate in particolare LA SINISTRA L'ARCOBALENO per un supplemento di laicità e di uguaglianza, per un città che non discrimina nessuna cittadina e nessun cittadino e non esclude nessun progetto di vita, per una città in cui gli spazi di partecipazione crescano invece di diminuire.

Ve lo dice uno che non ha alcuna tessera di partito in tasca, non per qualunquismo antipolitico, ma solo perchè ho seguito negli anni un altro percorso politico, quello delle associazioni (il movimento studentesco e pacifista, Legambiente e infine Arcigay). A Brescia la Sinistra Arcobaleno ha inaugurato un interessante laboratorio che ha coinvolto molte persone esterne alle segreterie di partito: date una mano a questo processo onesto per continuare e crescere.

Se poi vorrete votare per me, e per caso fossi eletto, assumerò questo nuovo (e faticoso, sig!) impegno cercando di portarlo fino in fondo con la responsabilità, la dedizione e la coerenza che i miei amici e le mie amiche mi riconoscono.mani
Mi piacerebbe in particolare accompagnare la crescita di percorsi di partecipazione, che fanno parte della mia idea di politica, e/o seguire le attività culturali. Promuovo nel mio piccolo da anni una cultura diffusa e articolata, fatta di cinema, teatro, letteratura. Penso che la massima circolazione culturale e il confronto fra le sue diverse espressioni siano un ingrediente insostituibile per il benessee delle persone e per il livello di civiltà di un qualsiasi territorio, città, Paese o mondo che sia.
Inutile dire che sarebbe mia particolare cura lavorare per una città che, quando progetta e attua le azioni politiche, gli interventi sociali e culturali, quando mette in campo servizi, pensa a tutte le cittadine e i cittadini, non scordandosi che, per esempio, possono anche essere gay, lesbiche o transessuali. Ma la stessa cura, lo stesso riguardo, va a favore di tutte le specificità: le donne, i cittadini e le cittadine straniere, cioè tutte le persone che vengono messe in secondo piano da una falsa idea di cittadinanza indistinta e uniforme.

In tutti i casi, continuerò a fare la mia attività in Arcigay e a dare il mio piccolo contributo alla crescita a Brescia della Sinistra Arcobaleno, affinchè sia un percorso quanto più possibile partecipato ed esteso. Brescia e l'italia ha bisogno di una sinistra politica e di una sinistra sociale numerose e appassionate.

In bocca al lupo a tutti noi e tutti voi,
Sergio

postato da: donniedarko70 alle ore 18:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:commenti, impegno
venerdì, 11 aprile 2008

ROSANGELA PESENTI, candidata per LA SINISTRA L'ARCOBALENO alla CAMERA nel notro collegio (LOMBARDIA 2), su invito del Comitato Provinciale Arcigay "Orlando" di Brescia, ha sottoscritto il patto con Arcigay e con il quale si impegna, in caso di elezione, a far parte di un intergruppo parlamentare sulle tematiche care al movimento gay lesbico e trans, e a sostenere tutte le propose legislative del manifesto politico del Roma Pride 2007.

Per saperne di più sul patto con arcigay e per conoscere l'elenco completo dei candidati firmatari, puoi visitare il sito di Arcigay.

Per sapere qualcosa di più su Rosangela Pesenti puoi visitare il suo blog.

postato da: donniedarko70 alle ore 00:01 | Permalink | commenti
categoria:politiche